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WGC: vince Morikawa nel segno di Tiger

Collin Morikawa

C’erano tanti campioni al durissimo Concession Club di Bradenton (Florida) per il primo WGC della stagione, riservato ai migliori delle classifiche mondiali, di poco inferiore ai Major per montepremi (10 milioni e mezzo di dollari nell’occasione) e prestigio.

E c’era un grande assente, Tiger Woods, immobilizzato in un letto d’ospedale dopo il grave incidente stradale della scorsa settimana. Ma, se possibile, Tiger è stato più presente che mai: quasi tutti i giocatori in campo e l’intero staff operativo del Club hanno infatti indossato in suo onore la classica tenuta rosso-nera che da sempre lui adotta nelle 72 buche conclusive.

Un effetto un po’ straniante e molto coinvolgente, a testimonianza del rispetto, della stima (in qualche caso affetto vero, come nel caso di Justin Thomas) e della riconoscenza che tutti i giocatori del Tour nutrono nei confronti di un campione che è stato tanto grande da trascinare il golf oltre i suoi confini di sempre, facendo oltretutto lievitare il conto economico del Tour e il conto in banca dei colleghi.

C’erano mille Tiger, insomma, ma non c’era Tiger e il timore, in tutti, è che la drammatica carambola sulla higway di Los Angeles, abbia messo fine a una carriera leggendaria.

Morikawa, nervi saldissimi

Ha vinto, e con pieno merito Collin Morikawa, 24 anni appena compiuti, californiano di ascendenza giapponese, che sul severo tracciato di Bradenton, che ha messo a dura prova anche i più grandi, è riuscito a chiudere in meno 18, con tre colpi di vantaggio sul terzetto Hovland, Koepka, Horschel.

Gran gioco e nervi saldissimi per il giovane laureato in Business Administration a Berkeley, che, con un bogey alla 2 (le prime buche del Concession sono letteralmente tremende) era stato raggiunto alla 5 da Horschel. Ma, affidandosi a un putter caldissimo, Morikawa ha chiuso i conti imbucando tre birdie, alla 7, alla 9 e alla 12, da distanze variabili fra i due metri e mezzo e i quattro metri. Implacabile.

Con questo successo, che lo ha portato al 4° posto della classifica mondiale dietro Dustin Johnson, John Rahm e Justin Thomas, Morikawa è diventato il secondo giocatore nella storia ad aggiudicarsi un Major (il PGA 2020) e un WGC prima dei 25 anni. L’altro (indovinate un po’?) si chiama Tiger Woods.

Non aveva la maglietta rossa, Morikawa, forse perché non ricevuta in tempo dal suo sponsor; ma come Woods sembra avere le stimmate del predestinato e sarà sicuro protagonista alla Ryder di settembre, dove con ogni probabilità ritroverà come avversario Hovland, 23enne norvegese, stella europea emergente, formatosi alla scuola golfistica (e non solo) di Oklahoma State.

Molinari torna in campo

La stagione è entrata nel vivo e questa settimana fa tappa a Bay Hill per il classico appuntamento dell’Arnold Palmer Invitational, che Francesco vinse nel 2019 con un giro finale in 64 e un putt chilometrico imbucato sulla 72a buca.

Dopo una settimana di pausa, Francesco riprende la strada per risalire nelle classifiche. I quattro tagli passati su quattro e le buone prove recenti promettono bene. Speriamo che il ricordo del 2019, partito come il fantastico 2018 e arenatosi sulla maledetta “Golde Bell”, la buca 12 di Augusta, lo supporti nella sua non facile risalita.