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Un Molinari ritrovato alla scalata delle classifiche

Francesco Molinari

L’American Express giocato sui due percorsi del Pga West di La Quinta, in California, ci ha mostrato un Molinari ritrovato, (ri)partito alla scalata delle classifiche.

Già, “una scalata”: così Francesco Molinari aveva definito il 2021 nella sua rubrica all’interno del numero 4 di Golf Italia (clicca qui per scaricare il giornale).

Una scalata alla riconquista di quelle posizioni nelle classifiche mondiali da cui era precipitato dopo il 2020 quasi sabbatico che si era preso, reimpostando la sua stessa vita familiare negli Stati Uniti attraverso un doppio trasloco.

Bene allora: se scalata dovrà essere, l’ottavo posto pari merito ottenuto all’American Express in California lascia intravedere la speranza di una risalita rapida. Intanto è il suo miglior risultato a partire dal “maledetto” quinto posto al Masters 2019, quando la magìa aleggiante nei suoi gesti e soprattutto nei risultati, si dissolse con il naufragio alla “Golden Bell”, la buca 12.

Di buono, in mezzo, c’erano stati soltanto l’11° posto all’Open Championship 2019 di Portrush, strappato in virtù di un ultimo giro bello e fortunato, perché disputato in mattinata prima che si scatenassero gli elementi; e il 15° al Vivint Houston Open dello scorso novembre, anche qui soprattutto grazie a un rush finale in 66 colpi.

La precisione di Laser-Frankie

Questo ottavo posto, invece, con un totale di meno 14, racconta un Francesco diverso, molto più simile, per fortuna, a quello dei giorni belli, per vari motivi. Primo: si è rivista la precisione di “Laser-Frankie”, specie nel gioco lungo, per tradizione sua vera arma vincente. Secondo: primi tre giri sotto i 70, cosa che non accadeva da una vita e, quindi, regolarità ritrovata ma ad alto livello. Terzo: rispolverata anche la capacità di reazione ai pochi errori (oggi il termine di moda è “resilienza”) che in fondo era stata un’altra delle armi da sempre nel suo repertorio.

In quattro giorni ha avuto due sole buche crisi: al doppio bogey della 9 nel secondo giro, Francesco ha reagito con quattro birdie nelle seconde; al doppio bogey della 13 (in entrambi i casi aveva messo palla in acqua), ha fatto seguire due back-to-back birdie alla 17 e alla 18, due buche non banali, chiudendo la settimana con un birdie-putt da circa 16 metri.

Scalata delle classifiche

Proprio questo finale quasi rabbioso, dopo la disavventura al par 3 della 13, induce a sperar bene: con quel doppio bogey, Chicco aveva quasi compromesso l’intero torneo, che a lungo l’aveva visto in lotta addirittura per la vittoria, scivolando al 18° posto.

I due squilli finali hanno ridato la giusta dignità al suo score (70) e alla classifica finale, dando inizio davvero alla famosa scalata: ha riguadagnato 50 posizioni in FedEx (da 160 a 110) e 20 nella classifica mondiale (da 130 a 110).

Naturalmente non sarà semplice arrampicarsi fino in vetta. Il meno 23 con cui ha vinto uno straordinario Si Wo Kim, letteralmente implacabile nei colpi alla bandiera e perfino penalizzato da qualche sbavatura sul putt, dimostra che l’eccellenza sul PGA Tour si gioca su livelli altissimi. A Patrick Cantlay non è bastato nemmeno un 61 nel giro finale per riacciuffare il coreano che, giocando così, si candida a qualsiasi traguardo, Major compresi.

Ma intanto la scalata è cominciata col piede giusto. E a tutti noi è venuto da tirare un sospiro di sollievo. Avevamo una gran voglia di rivedere un Molinari così.