Turismo

Tunisia: Un gioco vista mare

Il tempo di imbarcarsi, sorseggiare un caffè, leggere un giornale e sei già arrivato. La Tunisia è davvero vicina all’Italia e anche il gioco è vista mare.

Viaggiare senza pensieri

Un’ora o poco più di volo: dipende dall’aeroporto di partenza.

La cosa certa è che il volo Tunisair è confortevole e piacevole. L’assistenza a bordo, costante e discreta. Non a caso, nel 2009, l’Osservatorio della Sicurezza aerea e del Turismo di Ginevra ha inserito la compagnia tra quelle più affidabili del mondo. Con un vantaggio non da poco: la sacca da golf viaggia gratis.

Una volta sbarcati all’aeroporto internazionale di Tunisi si ha un’immediata sensazione: qui la sicurezza è un impegno primario. La stessa che si percepisce, dopo solo mezz’ora di trasferimento, quando si arriva all’ingresso del The Residence, il resort a 5 stelle affiliato alla Leading Hotels of The World nel quale siamo ospitati. Controlli alla vettura, metal detector all’ingresso della hall e vigilantes ovunque.

Un’hotellerie da re

Il The Residence, imponente e affascinante struttura di ispirazione arabo-andalusa, ti accoglie nel migliore dei modi. Intanto, il “bentornato” di benvenuto ti mette subito a tuo agio.

Chi viene qui non è un’anonima figura dispersa nella massa, ma una persona unica e riconoscibile. Che, a quanto pare, lascia un segno. Il resto rappresenta una piacevole conferma, sotto ogni punto di vista. La cortesia del personale, la lingua italiana parlata da buona parte di esso, i servizi di altissimo livello.

Il tempo di sistemare i bagagli nella camera dotata di ogni comfort e c’è solo l’imbarazzo della scelta: una visita alla spiaggia privata oppure una full immersion nella Spa&Talasso di 4000 metri quadrati con la sua grande piscina di acqua salata, magari abbinando subito uno dei tanti trattamenti che il centro propone. In attesa della cena in uno dei sei ottimi ristoranti etnici (la cucina tunisina dell’Eddar e quella cinese del Li Bai non si dimenticano facilmente), si può sorseggiare un drink nel grande bar della lounge, dove c’è sempre ottima musica dal vivo; oppure, se la luce solare lo consente, rimandare i piaceri suddetti all’indomani e andare subito a mettersi alla prova con il golf.

In campo, attenti al vento

Per arrivarci basta salire su una courtesy car e un minuto dopo si varca l’ingresso del campo di proprietà.

La prima cosa che noti è la grande club house: 4000 metri quadrati spaziosi ed eleganti, le cui sale accolgono anche esposizione di pittura e scultura. Al bar, per di più, servono un ottimo espresso italiano.

Il percorso

Un par 72 disegnato da Robert Trent Jones jr, completamente pianeggiante, che gioca a rimpiattino tra il mare e il lago salato.

I fairway sono larghi e pianeggianti per infondere subito fiducia al giocatore. Ma attenzione a scegliere i battitori giusti: se si eccede in autostima si rischia di farsi male, tante e tali sono le insidie del campo, tra le quali non è da sottovalutare il vento: se pigia forte sull’acceleratore, meglio essere prudenti. Il fuoripista non è dei più agevoli. Prese le dovute precauzioni, però, il gioco risulta appassionante e piacevole.

Ed è in questo contesto che si svolge l’annuale Pro-Am The Residence, in collaborazione con Tunisair e l’Ente del Turismo tunisino, certificata dalla PGA francese. Due giorni di gara e perfetta organizzazione (con tanto di ricca degustazione alla partenza della 10) prima della cerimonia di gala con consegna dei premi. I francesi, ovviamente, la fanno da padroni; ma comincia a farsi sentire anche la presenza italiana.

Rapiti dalla storia

Per chi non gioca a golf (o non si limita al golf), la Tunisia (e Tunisi in particolare) offrono infiniti motivi di interesse. Ci si trova immersi in una storia millenaria e si resta rapiti dai colori e dall’atmosfera che si respira.

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Tappa d’obbligo è la visita alla città e alla Medina, con la grande Moschea Zitouna e il dedalo di vie che compongono il souk, nel quale è inutile cercare una regola geometrica, dal momento che a regolarne l’intreccio è piuttosto una logica sociale. Una visita la merita anche il Museo del Bardo, prima lasciare la città e avviarsi verso Cartagine, le cui suggestive rovine sono inserite dall’Unesco (così come la Medina) tra i patrimoni dell’Umanità e raccontano la storia straordinaria di una città che ha dominato il Mediterraneo e che è stata distrutta, ricostruita e ancora distrutta. Ultima tappa di un viaggio che potrebbe durare giorni e giorni, è il villaggio bianco e blu di Sidi Bou Sai, eletto a dimora da tanti artisti, a cominciare da Paul Klee. E qui, mentre si sta seduti a bere un bicchiere di tè, è inevitabile pensare che sarebbe bello ritornare.

C’è tanto ancora da scoprire e ammirare in questi posti ricchi di fascino che, in fondo, rispetto alla nostra Italia sono solo un po’ più in là.