Tecnica

Rischiare o lay up? Questo è il dilemma

Rischio Lay Up

Un giro di golf è pieno di decisioni e dilemmi e quello più comune è “rischiare o lay-up”?. A titolo di esempio, prendiamo il secondo colpo sul par 4 del The Belfry, uno tra i colpi più complicati.

A nessuno piace fare un lay up su un par 4 e il vostro agonismo (o la vostra presunzione) vi spingerà a tirarla; ma non sempre questa scelta risulta corretta.

Una decisione affrettata o un’esecuzione sbagliata possono rovinare irrimediabilmente il vostro score e, di conseguenza, il vostro giro. Quindi assicuratevi di valutare la situazione in modo obiettivo; dopodiché, impagnatevi per il colpo scelto.

1. Siate obiettivi

Provarci o meno, dipende totalmente dalla situazione. Se siete convinti che il colpo vi riuscirebbe sette volte su dieci, non provatelo. Magari in match play, ma le strokeplay richiedono un approccio più conservativo.

Se l’handicap vi permette di aver un colpo, ricordatevi che questo, per voi, è un par 5: non dovete necessariamente prendere il green in due.

2. Studiate il colpo

Tirare un lay-up a caso, senza concentrazione, rischia di mettervi in una posizione scomoda per il terzo colpo. Provate a posizionarvi alla vostra distanza ideale, in modo da aver un bastone con cui siete sicuri di quello che fate.

Mirate in un punto specifico del fairway, da cui avere l’angolo migliore per la bandiera e da cui le chance di mancare il green siano ridotte.

3. Non sbagliate corto

Se avete deciso di provarci, non sbagliate corto. Non è un colpo in cui dovrete, in gergo, “darci a fuoco”, perché vi porterebbe a un contatto tutt’altro che perfetto.

Prendede uno o due bastoni in più, swing pieno ma morbido e controllato: in questo modo, sarete sicuri di superare l’acqua anche senza un contatto perfetto.

4. Considerate le alternative

Spesso quando si ha davanti un ostacolo d’acqua, da superare magari con un legno da terra, vi sarà richiesto un colpo con una percentuale di riuscita del 10%. Non dimenticate mai questa percentuale e mettete da parte il vostro ego.

Mettendolo da parte, dividete la distanza in due tratti: due colpi da 100 metri sono molto più semplici di un legno da 200. Bilanciate sempre il rischio con l’alternativa.