Lifestyle

Pininfarina, andiamo alle origini del mito

Pininfarina celebra novant’anni di design, stile ed eleganza con cui ha rivoluzionato il mondo delle quattroruote e non solo quello: andiamo alle origini del mito.

Grande famiglia, quella dei Pininfarina. Dal nonno Battista, detto “Pinin” per la somiglianza con suo padre Giuseppe, soprannome unito successivamente a quello della famiglia Farina a formare cognome e marchio della stirpe torinese dedita al design non soltanto automobilistico, ma anche industriale.

Una stirpe costituita dal figlio Sergio (valente ingegnere) e dai nipoti Andrea (prematuramente scomparso a causa di un incidente stradale), Lorenza (per un lungo periodo brava responsabile dell’Ufficio Stampa dell’azienda torinese) e Paolo (anch’egli ingegnere), attuale presidente già responsabile del settore che si occupava dell’attivo reparto dedicato al design industriale.

Pininfarina e il golf

Ma cosa c’entra la Pininfarina con il golf? In passato la Maison ha disegnato legni e ferri per la giapponese Mizuno e l’ingegner Sergio è stato presidente del Circolo Golf Torino. L’attuale presidente (nonché vicepresidente dell’ASI, l’Automotoclub Storico Italiano, che ha sede a Torino) è proprio suo figlio Paolo, anche lui golfista e socio al “Torino” (come già lo era suo fratello Andrea).

Come lo è sua figlia Iole che, nel 2019, ha fatto parte del team femminile del Torino-La Mandria che ha vinto il titolo italiano assoluto a squadre.

Una curiosa somiglianza

Non è tutto: osservate una “scultura” della PF, l’Alfa Romeo Duetto 1600 Spider (denominata “Osso di seppia”), presentata al Salone di Ginevra 1966 e, nel 1967, protagonista del film “Il laureato”, con il giovane Dustin Hoffman.

Un paragone curioso: il baule dell’Alfa Romeo Duetto e un drive. L’aerodinamica è entrata anche nel golf.

Noterete che un moderno drive ha la forma del baule della Duetto. Da qualche anno, ormai, anche nel golf si bada anche all’aerodinamica… (puoi leggere l’intero articolo sul numero uno di Golf Italia).