Tornei

PGA Tour: Laird si impone nello Shriners Hospitals

Laird vince Shriners

“Piacere Laird, sono tornato!”: dopo sette anni di onesto (semi)anonimato, lo scozzese Martin Laird torna protagonista sul PGA Tour e si impone nello Shriners Hospitals, torneo che aveva gia vinto nel 2009.

Sul percorso del TPC Summerlin (par 71), a Las Vegas in Nevada, il giocatore di Glasgow ha chiuso in 261 colpi (-23), superando al play-off un arrembante Matthew Wolff (autore di un terzo giro da Formula Uno, da 40° a 3°) e un tenace Autin Cook.

«È vero che è passato parecchio tempo dal mio ultimo successo», ha dichiarato il vincitore, «ma in questi anni ho lavorato duramente, con il risultato che ora posso godermi questa grande soddisfazione».

A dire il vero, Laird ha rischiato di buttare alle ortiche quattro giri regolari e consistenti proprio alla 72, quando ha concesso, con un bogey malandrino, la possibilità dello spareggio ai due americani. Possibilità successivamente rintuzzata, grazie a un birdie magistrale alla seconda del play-off.

Curiosamente, anche il successo nell’edizione del 2009 era arrivato al play-off. E, altrettanto curiosamente, giovedì scorso Laird è entrato nel field grazie a un’esenzione rimediatagli da uno sponsor, dal momento che dopo il lockdown aveva tardato a rientrare (in seguito a un intervento al ginocchio sinistro), precipitando alla 351a posizione del Ranking.

La vittoria gli ha consentito di risalire fino all’88° posto, oltre ad avergli messo in tasca un assegno da 1.260.000 dollari. E il pass per giocare nel 2021 il Masters Tournament e il PGA Championship.

Molinari di nuovo tra i grandi

Lo Shriners Hospitals ha rappresentato anche il rientro alle competizioni di Francesco Molinari, che ha procrastinato gli impegni atletici per esigenze di famiglia. Per il “Chicco Nazionale” si è trattato di iniziare a riprendere confidenza con il gioco e il risultato – uscito al taglio (99° con 138 colpi, 70 68, -4) – lascia un po’ il tempo che trova, anche perché «[…] Questo è stato probabilmente il periodo della mia vita in cui ho giocato meno a golf», ha raccontato Molinari alla stampa USA, che ha dato grande (e meritato) rilievo al ritorno del torinese.

Una (mezza) prova comunque passabile, vista la lunga assenza e vista la bella compagnia che si è fermata al taglio di metà gara (fissato a 135, -7). Con Molinari, infatti, sono tornati a casa anche Collin Morikawa, il giapponese Hideki Matsuyama, l’australiano Jason Day, Luke Donald e Rickie Fowler.