Tornei

Open d’Italia: titolo a Ross McGowan

McGowan Open Italia

McGowan, chi era costui? Se lo saranno chiesto in molti al Chervò Golf Club San Vigilio (par 72), dove l’inglese è improvvisamente (ma meritatamente) riemerso dal girone dell’oblìo e fatto suo il 77° Open d’Italia. Ross McGowan, 28 anni, di Basildon, contea dell’Essex, ha vinto il titolo con 268 colpi (66 64 67 71, -20).

Alle sue spalle, il connazionale Laurie Canter, secondo con 269 (-19), a cui si è inceppato il turbo che gli aveva garantito una partenza a razzo (primo giro in 60 colpi, lo score più basso del torneo da quando sono partite le statistiche dell’European Tour, nel 1972; e seconda tornata in 68, per un totale di 128, che significa eguagliare lo score più basso dopo 36 buche).

A parimerito con Canter, in seconda posizione si è classificato anche il belga Nicolas Colsaerts, l’unico in grado di contrastare i due figli di Albione (che, peralto, a inizio giro hanno pasticciato un po’, tra eagle e doppi bogey, favorendo il ritorno degli avversari), al punto che fino all’ultimo si paventava la possibilità di uno spareggio a tre. 

Un festival di emozioni

Play-off sventato però dal birdie della risurrezione alla 18 con cui McGowan ha chiuso le ostilità, firmando il suo secondo titolo sull’European Tour, alla 205ª gara e dopo il primo distante undici anni (Madrid Masters, 2009).

Il putt vincente, con cui Ross McGowan ha conquistato l’Open d’Italia.

«Nella mia testa c’è un festival di emozioni», si è lasciato andare, dopo la premiazione, il vincitore. «Sono strafelice della mia vittoria e di come sia riuscito a ritrovare il feeling di gioco giusto. La svolta della gara è arrivata con il birdie alla buca 16 quando ho messo a segno un ottimo colpo dal bunker, che mi ha dato slancio per poi realizzare il colpo vincente alla 18».

Così gli italiani

Esiti altalenanti per la pattuglia azzurra, già dimezzata al taglio. Guido Migliozzi, primo degli italiani, ha chiuso in 22ª posizione (-13), riscattando con un eccellente quarto giro (-7) i cinque bogey della tornata precedente. «Sono felice per la mia prestazione nel round finale», ha raccontato. «Ho espresso un ottimo gioco da tee a green, mentre ho avuto qualche incertezza nei putt dalla corta distanza. Ora mi godo il riconoscimento di miglior azzurro nell’Open d’Italia e poi mi concentrerò sui prossimi tornei sperando di raggiungere delle vittorie nei prossimi tornei così da guadagnarmi un posto nella gran finale che chiude la stagione a Dubai».

“Miglio” in azione durante l’ultimo giro. A fine tornata, firmerà un apprezzabile -7.

 “Miglio” ha superato di un colpo “Lapo”: Francesco Laporta ha concluso al 30° posto con 276 (-12), appaiato a Federico Maccario. Più indietro, invece, Lorenzo Gagli, Lorenzo Scalise e Renato Paratore, che quest’anno ha vinto il British Masters.

Un campo all’altezza

Gran finale e diversi colpi di scena, quindi, in una giornata dove anche il meteo ha dato una mano: a fine ottobre il tempo è un’incognita, ma la giornata conclusiva ha visto splendere un piacevole sole autunnale che ha messo in risalto l’autorevolezza del campo.

«Poter ospitare l’Open d’Italia è motivo di orgoglio, onore e soddisfazione», ha affermato Pietro Apicella, Presidente dello Chervò Golf Club San Vigilio. «Sono entusiasta dell’impegno che tutto lo staff del circolo ha profuso, lavorando duramente perché tutto fosse all’altezza degli standard previsti per un torneo così prestigioso».

Appuntamento al 2021

«Organizzare l’Open d’Italia in una situazione così delicata e complessa come quella attuale sembrava impossibile e inimmaginabile», ha ricordato Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf e Vicepresidente Vicario Coni. Sicuramente una sfida impegnativa; e sicuramente una sfida vinta, visto il field di partenza. «Complimenti ai 114 giocatori che hanno preso parte alla gara con spirito collaborativo. Sono state ben 26 le nazioni rappresentate», ha sottolineato Chimenti.

Che, in conclusione di cerimonia, ha rinnovato l’appuntamento al 2021 «quando l’Open d’Italia verrà giocato sul percorso di gara del Marco Simone Golf & Country Club pronto a ospitare la Ryder Cup 2023. L’auspicio è che nel frattempo il virus sia stato sconfitto, consentendo un ritorno alla normalità per continuare a far crescere tutti insieme il nostro meraviglioso sport».