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Open d’Italia: Stenson al comando

Henrik Stnson

La prima giornata del 78° Open d’Italia va in archivio nel segno di Henrik Stenson, al comando dopo le prime 18 buche. Lo svedese guida la classifica insieme all’australiano Min Woo Lee e al finlandese Kalle Samooja, tutti e tre a -7 sul rinnovato Marco Simone (par 71).

A seguire, figurano in Top Ten anche gli italiani Edoardo Molinari (quarto a -6 e autore di un giro miracolo) e Francesco Laporta (settimo a -5).

Grande spettacolo

Insomma, il DS Automobiles 78° Open d’Italia è iniziato all’insegna dello spettacolo. E la giornata d’esordio ha regalato da subito le grandi emozioni dell’European Tour.

Henrik Stenson, che ha infilato sette birdie sullo score e nessun bogey (64 colpi totali), non ha fatto mistero di sentire profumo di Ryder.

«Sono felice di aver cominciato con il piede giusto e con un round bogey free. Ma siamo solo all’inizio e questo campo, bellissimo, non perdona e ti induce all’errore. Ovviamente la Ryder Cup americana di settembre nel Wisconsin è nei miei pensieri; ma adesso voglio solo pensare a far bene qui e a raggiungere il miglior risultato possibile».

La “Hole” di Dodo

Edoardo Molinari ha trascinato il golf azzurro: alla buca 7, par 3 di 219 yard, con un ferro 5 ha centrato la hole in one. Un colpo magico («Ci vuole anche un po’ di fortuna», ammetterà con molta sincerità nel post gara), che gli è valsa una DS4 E-Tense Business 225 cv, messa in palio da DS Automobiles, Title Sponsor dell’Open d’Italia.

Eugenio Franzetti, Managing Director DS Italy, consegna a Edoardo Molinari la chiave della DS4 E-Tense Business messa in palio per il primo golfista che avesse realizzato una hole in one alla 7.

«Come spesso accaduto quest’anno, ho giocato molto bene da tee a green. La differenza stavolta sta anche nel fatto che ho puttato discretamente», ha spiegato il campione torinese. Che ha avuto anche parole di elogio per il campo. «La superficie è perfetta e i green sono tra i migliori tre che abbia visto e giocato, Major compresi». 

Oltre all’ace, Dodo ha realizzato anche sei birdie (di cui tre nelle prime nove buche) con due bogey.

«Buon inizio» per Lapo

Finale di giro esaltante per Francesco Laporta, che di birdie ne ha fatti sette (gli ultimi dalla 16 alla 18, le ultime tre della sua giornata) con due bogey. «È stato un buon inizio. Ho giocato molto bene le prime nove buche. Poi, nelle seconde, ho avuto un passaggio a vuoto alla 10 e alla 13 prima di un gran finale con tre birdie consecutivi realizzati dalla 16 alla 18». 

Anche per il giocatore di Castellana Grotte (BA), il Marco Simone è un percorso al top. «Il campo è fantastico, divertente, e credo di non aver mai giocato su green così belli e duri. Spero di disputare qui tanti altri Open d’Italia e, chissà, nel 2023 la Ryder Cup.».

Così gli italiani

Prova regolare per Francesco Molinari, autore di tre birdie e un bogey, che all’Open d’Italia dopo quelli del 2006 e 2016 insegue il terzo successo nel torneo (impresa mai riuscita a nessun golfista italiano).

Condividono la 37a posizione con 70 (-1) Jacopo Vecchi Fossa e Filippo Celli, fin qui il migliore tra i cinque amateur azzurri in gara. È invece 58° con 71 (par) Renato Paratore. Il capitolino precede in classifica Guido Migliozzi, 73° con 72 (+1) al pari del dilettante Andrea Romano (al suo secondo Open d’Italia, dopo il debutto nel 2020).

Prova che va ben oltre il risultato per Tommaso Perrino (154° con 81, +10), golfista paralimpico che, per il secondo anno consecutivo, è in campo all’Open d’Italia al fianco dei big dell’European Tour. (Fonte: Federgolf)

(2 settembre 2021)