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Open d’Italia: nel segno di Hojgaard

Nicolai Hojgaard

Si conclude nel segno di Nicolai Hojgaard la terza giornata dell’Open d’Italia, in corso al Marco Simone Golf & Country Club di Guidonia Montecelio (Roma).

Il giocatore danese ha firmato un parziale di 65 colpi (-6) e ora precede, con 200 colpi complessivi (-13), l’inglese Tommy Fleetwood e il sudafricano Daniel Van Tonder, entrambi in seconda posizione con 201 (-12).

Nicolai Hojgaard, fisico stecchino e volto bambino che tradiscono senza troppe difficoltà i suoi soli 20 anni (un “fiulét”, insomma), non è certo uno sprovveduto: nessun bogey, quattro birdie e un altro eagle (sempre al par 4 della 16, come nel primo giorno), per un moving day in grande sicurezza.

È curioso, per giunta, che stia partecipando al DS Automobiles 78° Open d’Italia grazie a un invito, l’ultimo a disposizione, ricevuto dalla Federazione Italiana Golf.

«Sono felice di come ho giocato e adesso mi piacerebbe davvero vincere, per seguire le orme di mio fratello», ha raccontato Nicolai alludendo al fratello gemello Raemus, che domenica scorsa ha vinto l’Omega European Masters, in Svizzera (ma al Marco Simone per ora è ancorato alla 32sima posizione, a -3).

Si affievoliscono, invece, le quotazioni di Min Woo Lee, che, dopo due giornate in vetta senza (eccessive) sbavature, oggi si è schiantato in una collezione di bogey (quattro) appesantita pure da un doppio bogey.

L’australiano è però riuscito a limitare i danni grazie a ben sei birdie (che gioco bizzarro!), che gli hanno permesso di chiudere il giro in par. Per cui ora insegue in quinta posizione a tre colpi dalla testa.

Così i nostri

Tengono i colori azzurri, anche se un po’ distanti dai piani alti della classifica. Giochi comunque ancora apertissimi per Edoardo Molinari e Francesco Laporta, entrambi in nona posizione a cinque lunghezze di ritardo.

Se il titolo appare effettivamente improbabile, c’è comunque la possibilità di firmare un risultato importante e i nostri due alfieri hanno fatto sapere di non temere la sfida.

«Sono contento per il bel finale, anche se ho qualche rammarico per aver lasciato qualche colpo sul campo», conferma Francesco Laporta. «L’obiettivo ora è quello di disputare un grande quarto round e di fare meglio di quanto fatto nel 2019. Il leader è a cinque colpi, serve attaccare per provare a recuperare terreno». In bocca al Lapo.

Anche Francesco Molinari e Guido Migliozzi sono appaiati in classifica, anche se, purtoppo, un po’ più sotto, in 26sima posizione (-4).

«Il mio terzo giro è stato assolutamente positivo eppure, se non avessi sbagliato qualche colpo di troppo, avrei potuto fare ancora meglio», ha ammesso Migliozzi, che oggi ha comunque guadagnato venti posizioni. «Sono mancato un po’ sul gioco corto e dovrò spingere al massimo nel giro finale per risalire ancora posizioni e ottenere il miglior risultato possibile».

Spazio anche ai futuri pro

Domani, domenica 5 settembre, la tornata conclusiva che assegna il titolo, con prima partenza alle 7.50 (Jean-Baptiste Gonnet). Inoltre, torna la “Junior Road to the 2023 Ryder Cup”, sfida tra i dodici migliori talenti Under 12 e 14 del Team Italia e quelli del Team Lazio.

Spirito di gruppo, gioco di squadra, rispetto delle regole e degli avversari sono le caratteristiche principali di un evento all’insegna del fair play. In una competizione che punta a far respirare l’atmosfera unica della Ryder Cup, la cui 44esima edizione si giocherà, tra due anni, al Marco Simone Golf & Country Club.

(4 Settembre 2021)