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Morikawa, l’uomo del momento

Collin Morikawa Dubai

Si chiama Collin Morikawa l’uomo del momento. La Race to Dubai l’ha vinta lui e l’ha fatto alla maniera dei grandi: presentandosi da leader all’appuntamento finale e trionfando nello stesso. Così che non possano esserci equivoci di sorta.

Il ventiquattrenne americano di origini cino-giapponesi non si è lasciato intimorire dalla fuga in avanti di Rory McIlroy come esito del terzo giro. Nelle 18 buche finali se n’è stato tranquillo nelle prime nove (tutti par e un birdie) per poi pigiare forte sull’acceleratore nelle seconde (cinque birdie e nessun bogey), proprio mentre McIlroy arrancava e commetteva errori su errori, come in un film già visto molte volte, purtroppo per lui. Sulla carta del nordirlandese solo due birdie e ben quattro bogey, tre dei quali nelle ultime quattro buche, nel momento cioè in cui bisognava tenere i nervi saldi e non perdere la rotta.

Pro da due stagioni

Di McIlroy, che ha chiuso in sesta posizione a -12 (insieme con un buon Ian Poulter e un regolare Dan Burmester), sappiamo praticamente tutto. Di Collin Morikawa, invece, sappiamo già abbastanza, ma non ancora tutto, perché sentiremo ancora a lungo parlare di lui.

È diventato professionista solo nel 2019, ma ha già all’attivo due Major vinti al primo tentativo, il Pga Championship e l’Open Championship. Ora può aggiungere quest’altra perla alla sua straordinaria collana.

Con il -17 finale al DP World Tour Championship (nuovo sponsor di tutto lo European Tour), porta a casa la prima moneta di tre milioni di dollari, aggiunge un altro milione come vincitore della Race e soprattutto lancia la sfida al Ranking mondiale, dove attualmente occupa la seconda posizione.

Tutto questo in soli due anni da professionista. Se non siamo di fronte a un fenomeno assoluto, poco ci manca. E presto potremo averne la conferma.

Il riscatto degli azzurri

Proprio sul suono della sirena, sono arrivati i tanto attesi sussulti da parte dei due giocatori italiani in scena qui a Dubai. Soprattutto da parte di Guido Migliozzi, che nell’ultimo giro ha fatto registrare un ottimo -5, dopo i 73 73 70 dei primi due. Ha chiuso la gara in 37sima posizione a -5, la Race in 16sima, risultato che merita solo applausi.

Buono anche l’ultimo atto di Francesco Laporta, il giro in 70 gli fa chiudere il torneo in 46sima posizione. Per lui la partecipazione al DP World rappresenta di per sé una grande conquista. Dietro ci sono lavoro, sacrificio e tanta concentrazione.

Ora può concedersi un po’ di riposo e godersi la nascita della prima figlia che arriverà a giorni. Il golf passa in secondo piano, com’è giusto che sia. L’appuntamento è ancora negli Emirati Arabi con l’HSBC di Abu Dhabi di gennaio, che quest’anno si trasferisce sullo Yas Links.

(21 Novembre 2021 – dal nostro inviato a Dubai Stefano Cazzetta)