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Molinari, risalita continua

Molinari risalita continua

Per Francesco Molinari la risalita in classifica continua. E adesso i soci del Riviera, il prestigioso club di Hollywood, dove il campione torinese si allena e che ha ospitato il Genesis Invitational, guarderanno “Laser-Frankie” con rispetto ancora maggiore.

L’ottavo posto pari merito con cui ha coronato una buonissima settimana, in altalena fra giornate smeraldine e una mattinata di tempesta, è un altro risultato pesante sulla via del riscatto che Chicco ha disegnato per questo 2021 che deve restituirlo all’alta classifica e alla squadra di Ryder Cup di cui a Parigi è stato l’impeccabile frontman.

Sconfitti i grandi nomi

Il torneo lo ha vinto Max Homa, grazie a un gran finale e a un par alla seconda buca di spareggio che ha privato ancora una volta Tony Finau di un successo più che possibile dopo il 64 del giro finale. Ma invertire certe tendenze esistenziali è durissima. Finau, il giocatore più solido e costante di tutto il Tour, ha 21 top 5 nelle ultime cinque stagioni ma una sola vittoria in carriera, a Portorico 2017. Quasi incredibile.

Più di lui, però, il Genesis lo hanno virtualmente perso, non riuscendo a passare il taglio, giocatori come McIlroy, Justin Thomas, De Chambeau, Garcia, Bubba Watson. Circostanza che conferisce al terzo top 10 in quattro tornei di Molinari (con 4 tagli su 4) un valore assoluto.

Del resto, Dustin Johnson ha finito alla pari con lui. John Rahm solo un gradino più su (-7 finale, contro il -6 di Francesco). E Jordan Spieth, felicemente impegnato nella ricostruzione della sua carriera, gli è rimasto alle spalle, 15° con -4.

Oltre le 300 yard

Ecco perché da oggi, quando Molinari scenderà dalla sua auto dopo pochi minuti di guida dalla casa di Santa Monica per entrare nella club house del Riviera, aumenteranno probabilmente le richieste di soci (già fattisi avanti nelle settimane scorse) per fare 18 buche con lui.

Perché questo ottavo posto vale molto e predispone bene il nostro in vista dei prossimi impegni che, dopo una settimana di pausa, prevedono la partecipazione all’Arnold Palmer (che ha vinto nel magico 2018) al The Players e, ovviamente, al Masters.

I quattro giri del Genesis (68/73/70/67) hanno confermato che il lavoro svolto sull’allungamento del drive ha funzionato: Chicco si è spinto spesso oltre le 300 yard e, sabato con lo sferzante vento a favore, ha volato dal tee il green della 10 (par 4 di 304 yard) con un drive di 328 y che lo ha costretto a tornare indietro di una quarantina di metri per inseguire (con terzo colpo dal bunker) un faticoso par.

Contemporaneamente, anche il putt ha funzionato egregiamente (notevoli alcune imbucate dalla medio/lunga distanza) e insomma un po’ tutto l’arsenale è sembrato a punto. Un solo giro sopra par, il secondo, appesantito da uno strano doppio bogey proprio alla 18; un ottimo 70 nel vento, a cavallo dell’inevitabile sospensione (le palline non stavano più ferme nemmeno sul green) e terzo miglior giro finale in -4, con l’unica pecca del bogey sul facile par 5 della 17, dopo aver superato indenne tutte le buche statisticamente più insidiose del tecnico percorso di Pacific Palisades.

Risalita continua

Di conseguenza, la risalita continua: in classifica mondiale è ora 85°, essendo partito dal 112° di inizio stagione; in FedEx Cup è passato da 94 a 76 in una settimana.

Ora la salita si fa ancora più ripida perché, naturalmente, man mano che Molinari ritorna nelle zone migliori delle graduatorie, per progredire occorrono altri risultati di prestigio, non semplici piazzamenti. Ma le premesse ci sono tutte. Lo sbandamento del 2020 da incubo pare archiviato e sulla scena è tornato il Laser-Frankie che ha passato 124 tagli su 156 tornei disputati sul PGA Tour.