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Mandato di arresto per Angel Cabrera

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Ferragosto da dimenticare per Angel Cabrera, che anziché una buona prestazione tra le 18 buche, ha intascato un mandato di arresto.

Il giocatore argentino, attivo nella prima decade degli anni Duemila, ha vinto l’US Open 2007 e il Masters 2009 e in carriera è salito fino alla nona posizione del Ranking, per poi cadere lentamente nel dimenticatoio e ora barcamenarsi sul PGA Tour Champions.

Ha violato l’ordine restrittivo

Stando a quanto riporta La Naciòn, quotidiano nazionale con sede a Buenos Aires, la magistratura di Cordoba, città in cui risiede il giocatore cinquantenne, ne avrebbe ordinato l’arresto per aver violato l’ordine restrittivo a cui è sottoposto, in seguito alle denunce per due episodi di violenza domestica (accaduti rispettivamente nel 2016 e nel 2017) da parte della sua ex compagna Cecilia Torres.

In Italia la notizia è passata praticamente inosservata e anche sulla stampa di settore inglese o americana al momento trova poco spazio. Al contrario, molti media argentini raccontano come la signora Torres sia rivolta alla magistratura perché Cabrera avrebbe cercato di avvicinarla. Per ben quattro volte, negli ultimi mesi. Cosa che è espressamente vietata dalle misure cautelari a cui è sottoposto il golfista. Il quale, per di più, può uscire dai confini nazionali – prevede l’ordine restrittivo – solo se notifica alla polizia destinazione e durata dell’espatrio.

“Galeotto” fu il golf

Ed è proprio su questa clausola che avrebbero fatto leva i legali della signora Torres, imbeccati peraltro da una leggerezza dello stesso Cabrera. Dal 13 al 16 agosto, il golfista era impegnato nel Bridgestone Senior Players Championship, ad Akron, in Ohio, USA, da dove ha postato alcuni tweet sul suo profilo.

Tanto è bastato ai legali per chiedere un’irruzione da parte della magistratura, firmata dal procuratore Christian Griffi, nella casa del golfista, reo di non aver fatto richiesta di espatrio.

«Negli ultimi tempi, Cabrera ha tentato quattro volte di avvicinare la mia assistita», ha dichiarato a La Naciòn Carlos Nayi, avvocato della signora Torres. «E continua a sfidare la giustizia argentina lasciando il Paese, pur sapendo di non poterlo fare senza autorizzazione giudiziaria». Una palese violazione alla sua condizione di libertà, che ha fatto scattare la richiesta di arresto.

Cabrera, nel frattempo, probabilmente informato del fatto, ha chiuso il Bridgestone naufragando in 70a posizione (+24), nonostante un dignitoso 68 nel quarto giro (par 70).

Non è la prima volta che golf e giustizia si incrociano. Recentemente ha fatto parlare il caso di Thorbjorn Olesen, arrestato a conclusione del volo Nahville-Londra, su cui, in stato di ubriachezza, aveva molestato una passeggera.