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Golf e lockdown

Garmin golf lockdown

Cosa ne è stato del golf durante il lockdown? Garmin, gigante americano nella navigazione satellitare nei settori automotive, sport, outdoor, nautica e aviazione, ha promosso uno studio per vedere come la pandemia abbia impattato sulla pratica sportiva mondiale.

Sono milioni le persone nel mondo che ogni giorno indossano un dispositivo GPS Garmin. Questi utenti depositano, poi, sulla piattaforma Garmin Connect le attività sportive svolte nella giornata o semplicemente il tracciato dei propri spostamenti. Un archivio da cui estrarre i big data utili all’analisi di come il pianeta sportivo si sia comportato durante l’emergenza sanitaria mondiale.

Tenendo presente che i dispositivi wearable Garmin dispongono di oltre venti profili di attività atletiche (corsa, nuoto, ciclismo… e, per quanto riguarda noi, golf, con alcuni prodotti dedicati, come il MARQ Golfer), l’azienda ha potuto facilmente fotografare la realtà mondiale, basandosi su un archivio dati colossale, parametrato al numero degli abitanti per ogni Paese e tenendo conto che le regole di blocco, anche se abbastanza analoghe, non erano comunque omogenee tra le varie nazioni.

Dallo studio emerge chiaramente il potere globale paralizzante della pandemia: il primo dato indicativo è che la primavera 2020 mostra una diminuzione mondiale del 12% dei passi giornalieri medi. Nella heat map sottostante si può osservare quali Paesi abbiano subito i cali più forti.

E il golf?

Ovviamente, non potendo uscire da casa praticamente in tutto il mondo, l’attività atletica che ne ha risentito maggiorente è stata il nuoto, che è quasi scomparso dalla faccia del pianeta.

Anche il golf, però, è stato classificato tra le attività con le maggiori diminuzioni in diversi Paesi (Regno Unito, Turchia, Sudafrica, Oriente…). Tuttavia, molti golfisti hanno trovato alternative. In Sudafrica, ad esempio, il 20% degli utenti che giocavano a golf nell’aprile 2019 si è dedicato agli allenamenti di fitness indoor nell’aprile 2020. Un altro 11%, invece, ha iniziato a praticare ciclismo indoor.

«Il mondo si è fermato, ma la voglia di sport no», ha commentato Stefano Viganò, amministratore delegato di Garmin Italia, nel vedere che gli sportivi, dai professionisti agli amatori, hanno comunque trovato un modo per proseguire nelle loro sane abitudini, adattando la propria routine quotidiana. «E forse è proprio questa la strada giusta per ripartire: seguendo e vivendo le proprie passioni».