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È ora di limitare la potenza dei pro

Golf Pros Hit too far

L’R&A e l’USGA, le due organizzazioni che regolano il golf mondiale, hanno finalmente ammesso che è ora di limitare la potenza dei pro.

I risultati del Distance Insight Report

Leggendo il “Distance Insight Report”, uno studio da loro commissionato, non solo è sorprendente che ci sia voluto così tanto tempo per stabilirlo, ma è anche evidente che le cose dovranno cambiare rapidamente per salvaguardare il futuro del golf. I risultati non sono confortanti.

Da oltre cent’anni, la distanza percorsa e la lunghezza dei campi da golf sono in aumento. Le distanze del driver nel gioco d’élite sono in crescita di circa un metro all’anno dal 2013. Questi incrementi stanno portando a una riduzione della varietà e della creatività dei colpi giocati, favorendo la potenza rispetto ad altre qualità.

Riguardo ai campi da golf, molti di essi stanno diventando obsoleti. Allungare i percorsi esistenti e costruirne di nuovi più lunghi costerebbe molto e metterebbe a dura prova le risorse naturali, come l’uso dell’acqua. Ma dal Report si evince che queste tendenze continueranno se non verrà intrapresa alcuna azione; anche se ci vorranno anni – forse pure un decennio – per trovare una soluzione. E non sarà una soluzione semplice. L’attenzione si concentra, poi, sul cambio degli standard dell’attrezzatura.

“I prossimi passi saranno lo sviluppo e la valutazione di potenziali soluzioni per perseguire questi obiettivi, riconoscendo che si tratta di un argomento complesso che coinvolge molte questioni, prospettive e interessi”.

Distance insight report

Non è certo una frase che induce all’ottimismo.

Il processo per l’implementazione di modifiche alle regole delle attrezzature è lento e sarà osteggiato dai produttori se si dovesse prevedere una limitazione della tecnologia o una minaccia alla loro attività. Se consideriamo, ad esempio, che sono stati necessari più di tre anni tra perché la proposta del divieto dei putter ancorati diventasse regola, non è realistico aspettarsi alcun cambiamento concreto prima del 2024.

Ma forse la frase più significativa dell’intero Rapporto è

“Valuteremo l’utilizzo della regola locale che potrebbe specificare l’uso di bastoni e/o palle destinati a determinare distanze più brevi”.

In sostanza, ciò significherebbe una potenziale differenziazione tra le attrezzature dei professionisti e quelle degli amateur, per il mercato di massa. Questa ipotesi è ora al centro della discussione.

Ci sono molti meno dati per i golfisti dilettanti, ma lo studio suggerisce che la media sui driver è aumentata da 200 yard nel 1996 a 216 nel 2019. È chiaro che, mentre i professionisti continuano ad allungarsi, i giocatori con handicap hanno ancora bisogno di tutto l’aiuto che possono ottenere.

Fa male dirlo, ma questa divisione potrebbe essere l’unico modo per preservare l’integrità dello sport a livello professionale mantenendo il divertimento per milioni di golfisti principianti e dilettanti in tutto il mondo.L’unica certezza è che qualcosa deve cambiare e questo Rapporto è un primo passo fondamentale. Come sostiene il vecchio detto, meglio tardi che mai.

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