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Dustin Johnson a un passo dal suo primo Masters

Johnson Master

Al termine della terza giornata, Dustin Johnson è a un passo dal suo primo Masters. E soltanto una inopinabile crisi finale potrebbe impedire oggi al Numero Uno del mondo, nel tramonto autunnale di Augusta, di indossare, aiutato da Tiger Woods, la prima Giacca Verde della sua carriera.

Un terzo giro impeccabile, punteggiato da un eagle e cinque birdie per un totale di 65, lo ha lanciato in quella che pare proprio la giusta fuga per la vittoria. All’inseguimento, ma distanziato di quattro colpi, c’è un terzetto di rivelazioni: il giovane coreano Im, il messicano Ancer, l’australiano Smith. Nessuno ha in bacheca vittorie importanti a livello-Major; nessuno di loro ha quindi l’abitudine a quella pressione tutta speciale che un quarto giro in un Major (e nel Masters in particolare) carica sulle spalle.

Si dice che le ultime 9 buche di Augusta selezionino, la domenica, il campione rispetto al buon giocatore. Johnson campione lo è, adeguatamente consacrato da 23 vittorie sul PGA Tour, e pare in totale controllo del suo gioco, non più basato esclusivamente sulla devastante potenza dei suoi tee shot, tanto da aver subìto due soli bogey in 54 buche giocate.

Gli avversari con più esperienza, che avrebbero potuto infastidirlo maggiormente nel giro finale, hanno ceduto un po’ tutti: Justin Thomas è a 6 colpi, John Rahm a 7, Koepka e McIlroy (pur in ottima ma tardiva rimonta) a 8. Tiger Woods è fuori dai giochi, 20° e distanziato di 11 colpi.

Una sorpresa “quasi” italiana

Resta da segnalare lo splendido torneo che sta portando avanti un altro giocatore a sorpresa, l’australiano Dylan Frittelli, altro bombardiere dal tee che, però, non si limita a basarsi sulla potenza.

Frittelli, 30enne sudafricano di Johannesburg ha consegnato uno score di 65 vergine di bogey (aveva chiuso in -7 anche il primo round, calando nel secondo con un +1) per un totale di -11, a 5 colpi dal leader. In carriera ha una vittoria sul PGA Tour e due in Europa. Nulla di più, eppure sta disputando un ottimo Masters.

La sua storia ci riguarda, il suo cognome ci suona familiare. È, infatti, un cognome italiano: suo nonno è italiano e vive a Lucca. Ciò significa che, volendo (lui e noi), Dylan potrebbe disputare le Olimpiadi da azzurro. Piccola e un po’ magra consolazione, dopo le recenti amare vicende del nostro numero 1, Molinari.

La sconfitta di De Chambeau

Nota cattivella, infine, per Bryson De Chambeau, lo scienziato un po’ pazzo e un po’ arrogante, che aveva dichiarato di voler umiliare il campo di Augusta a suon di drive da 350 metri o giù di lì. Dopo aver passato il taglio quasi per miracolo, galleggia nell’anonimato al 29° posto con -3. Ennesima dimostrazione che la potenza, nel golf, può essere molto, ma non tutto.