Tornei

Dubai, ultimo atto di una stagione difficile

DP World Tour Championship

Dubai, Dubai delle mie brame, chi è il più bravo del reame? Negli Emirati Arabi Uniti va in scena il DP World Tour Championship, ultimo atto di una stagione difficile, devastata dalla pandemia. Tre mesi di eventi cancellati (tra cui un Major, The Open Championship), montepremi contratti e, tuttora, nessuna certezza per il futuro.

In questo quadro, l’EuroTour celebra il suo torneo conclusivo sul percorso del Jumeirah Golf Estates di Dubai (par 72), con la 12ª edizione del DP World Tour Championship, prova delle Rolex Series, con un montepremi di otto milioni di dollari.

Il field ammette i primi 60 classificati della Race to Dubai a scalare, oltre a quattro giocatori non altrimenti esenti scelti tra i primi 75 del World Ranking allo scorso 16 novembre.

Dall’America con furore

Il torneo lega il suo prestigio al fatto di laureare il miglior giocatore della stagione, un riconoscimento a cui puntano anche gli americani, a volte piuttosto “freddini” verso il circuito continentale, dall’alto della potenza (?!?) del loro Tour.

In prima fila tra i pretendenti al trono troviamo, infatti, “Capitan America”: Patrick Reed (otto successi sul PGA Tour, tra cui il Masters 2018, e due World Golf Championship) è il leader dell’Ordine di Merito e non fa mistero di ambire a essere il primo statunitense a vincere la Race to Dubai.

Se la deve, però, vedere con il fuoco amico di un altro giocatore a stelle e strisce, quel Collin Morikawa che quest’anno ha conquistato il PGA Championship, con l’autorevolezza dei grandi, nonostante i suoi soli 23 anni.

Così il mondo anglosassone

La gara assegna 2000 punti, il che significa che il ventaglio dei pretendenti al trono di Re d’Europa è apertissimo: vi possono legittimamente aspirare gli inglesi Tommy Fleetwood e Tyrrell Hutton, senza dimenticare l’inossidabile Lee Westwood, già sul gradino più alto nel 2009.

Parla inglese, anche se con cadenza boera, un altro pretendente molto quotato, il sudafricano Christiaan Bezuidenhout, che sale sul tee della 1 in ottima condizione di forma (e di testa), forte dei due successi ai recenti Alfred Dunhill Championship e South African Open. Un back to back che lo ha proiettato nell’Olimpo del golf, 5° nell’Ordine di Merito e 35° nel Ranking (era 61° quindici giorni fa).

Per l’Italia, Paratore

Il protacolori nazionale è (ancora una volta) Renato Paratore, autore di una stagione convincente, illuminata dal successo al British Masters e confermata da un dignitoso 21° posto nella Race to Dubai.

Il giocatore romano, tra l’altro, ha mostrato una buona confidenza con il campo durante le “prove generali” del Golf in Dubai Championship, chiuso in 13a posizione con un -18 che lascia ben sperare.

Questi, invece, stanno a casa

Non sarà al via, invece, lo spagnolo Jon Rahm, campione uscente, che ha già annunciato da tempo di aver appeso (per il momento) la sacca al chiodo, per via della gravidanza della moglie.

Forfait anche per Rory McIlroy (titoli nel 2012 e 2015 e Race to Dubai compresa in entrambe le occasioni), Paul Casey, Shane Lowry, Louis Oosthuizen, Adam Scott e Tony Finau.

Per tutti gli altri, appuntamento sul tee della 1 con il francese Matthieu Pavon che aprirà le ostilità alle 7.15. Tee time per Paratore alle 11.25, in coppia con lo scozzese Robert MacIntyre.