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Con Matsuyama la Giacca Verde vola in Giappone

Matsuyama Giacca Verde

La Giacca Verde del Masters Champion vola in terre finora sconosciute: Hideki Matsuyama, 29 anni da poco compiuti, la porta con sé in Giappone, dove mai era arrivata prima e dove in estate quasi tutti i migliori golfisti del mondo lotteranno per una medaglia olimpica.

Preannunciata dalla strepitosa rimonta del sabato (-6 sulle ultime 8 buche dopo la sospensione per maltempo), la vittoria non è stata risparmiata dai classici brividi che le buche finali della domenica ad Augusta riservano sempre. Nonostante i quattro colpi di vantaggio in partenza, dilatati fino a 6 in corso d’opera, Matsuyama ha dovuto guardarsi dall’impeccabile regolarità dell’uomo dell’anno, il 24enne americano Zalatoris, che prima di lui aveva chiuso in 70 colpi grazie al birdie alla 15 e alla 17 e a un par salvato alla 18 con un putt da circa sei metri.

I primi veri brividi erano corsi sulla schiena del giapponese al par 5 della 15: lì, dove sabato aveva centrato l’eagle, il suo ferro 4 da 200 metri volava inopinatamente il green, annegando la pallina nel lago della 16. Il conseguente bogey, combinato al birdie di Schauffele, sembrava rimettere tutto in discussione. Ma a sua volta Schauffele, cercando pericolosamente l’asta alla 16, sprofondava la sua pallina nell’acqua. Doppio bogey e addio.

Tra Matsuyama e il trionfo restava solo Zalatoris. Ma il vantaggio acquisito ha consentito al giapponese di assorbire senza conseguenze il bogey alla 18, chiudendo in 73, con un solo ma fondamentale colpo di vantaggio conclusivo sull’americano.

Arrivederci (anche) alle Olimpiadi

Non era cominciata bene la stagione per Hideki: in tutti i tornei del 2021 non era mai entrato fra i primi venti, ma i suoi precedenti nei Major parlavano chiaro: aveva già all’attivo un secondo, un quarto, un quinto (Masters) e un sesto posto nei quattro tornei più importanti, da sommare alle cinque vittorie sul PGA Tour.

Non una sorpresa, dunque, ma una conferma e un’intrigante apertura di credito per il futuro, a cominciare dai prossimi Major e, naturalmente, dalle Olimpiadi dove, per la pandemia, il pubblico sarà tutto e solo giapponese. E dove ritroverà il campione in carica Justin Rose, leader ad Augusta dopo due giri, ma crollato nel finale.

L’Augusta National non ha smentito la sua fama. Dopo quattro giorni, solo venti giocatori hanno chiuso sotto par e, nel giro finale, solo in 15 hanno segnato score sotto il 72. Cosa che dà ancora più valore al meno 6 del neo-papà John Rahm, risalito fino al 5° posto dopo tre giorni in retroguardia.

Molinari, un giro nato male

Purtroppo è finito male il Masters di Francesco Molinari, sprofondato al 52° e terzultimo posto da un 81 che, a memoria, dovrebbe essere il suo giro peggiore di sempre. Sette bogey, un doppio alla 16 (uguale a quello di Schauffele per traiettoria scelta) e neanche un birdie, in una giornata segnata da un immediato, infausto presagio: il suo perfetto approccio alla 1 ha colpito la base dell’asta, retrocedendo fuori green di una trentina di metri e trasformando un possibile eagle 2 in un bogey.

Da lì, più niente. Tanta imprecisione dal tee, poca efficacia nel putt. Poco da commentare. Una giornata nerissima, dopo una rimonta nel terzo giro in 69 che aveva legittimamente fatto sperare in un piazzamento d’eccellenza. Resta solo il quinto taglio passato in sette tornei del 2021. Ma è troppo poco per consolarsi per uno che, due anni fa, quel Masters stava per vincerlo.