Tecnica

Come le condizioni atmosferiche influenzano i colpi

come le condizioni del tempo influiscono sui colpi

Prevedere come le condizioni atmosferiche differenti influenzano i colpi in un determinato
giorno può essere un salto nel buio. Si potrebbe lanciare in aria qualche filo d’erba per saggiare la brezza e comunque tutti abbiamo la vaga idea del fatto che la palla voli un po’ più d’estate rispetto all’inverno; ma per la maggior parte di noi la questione non diventa molto più scientifica o precisa di così.

La realtà è che il clima mutevole può presentare condizioni molto diverse da stagione a stagione, da un giro all’altro, anche da colpo a colpo; qualcosa che può diventare ancora più complicato se si gioca anche all’estero. Ma non deve necessariamente essere così. Se si capisce come la temperatura, il vento, l’altitudine e la pioggia influenzino davvero il volo della palla, allora si possono fare scelte più consapevoli e ottenere quasi sicuramente score più bassi.

Per aggiungere un po’ di scienza alla scelta di bastone e colpo nelle condizioni che si affrontano sul campo da golf, abbiamo chiesto aiuto a Foresight Sports, una delle principali aziende produttrici di launch monitor, e abbiamo trascorso un po’ di tempo a sperimentare con Stuart Archibald, un ex professionista del Tour ora in forza a Foresight. I risultati ci consentono di comprendere meglio le forze in gioco.

Le principali condizioni analizzate sono state:

Temperatura
Pioggia
Altitudine
Vento


1. Caldo e freddo

Che differenza c’è tra 18 buche sotto il solleone e un giro invernale al gelo?

La condizione atmosferica più ovvia e di base che influenza il modo in cui vola la palla da golf è la temperatura. In parole povere: più fa caldo, più volerà la palla. I dati del test hanno evidenziato che una differenza di 15 gradi cambia la distanza che la palla compie in volo di circa un bastone (6/8 metri) con i bastoni più lunghi presenti in sacca; appena meno, con i wedge. Pertanto, la differenza tra giocare in inverno o in estate potrebbe essere fino a due bastoni; La temperatura altererà il volo di tutti i colpi, ma è logico che più la palla è veloce e più a lungo rimane in aria, più sarà influenzata.

2. Sono solo quattro gocce…

Persino una semplice pioggerella riduce la distanza

È raro pensare che anche la pioggia da sola possa influire sui colpi di golf, dal momento che il cattivo tempo di solito si accompagna a un abbassamento della temperatura, ricadendo pertanto nella fattispecie analizzata al primo punto. Ma in realtà, a parità di temperatura, anche una pioggia leggera riduce la distanza dei colpi. Molta umidità nell’aria crea condizioni atmosferiche più pesanti che producono più resistenza sulla palla in volo. E le stesse gocce d’acqua, colpendola, la rallentano. Più forte è la pioggia e più umida è l’atmosfera, maggiore sarà l’influenza sul colpo.

3. Campi più alti, drive più lunghi

L’altitudine, la migliore amica di un golfista

Spesso si sentono golfisti e commentatori parlare di quanto siano grandi le differenze quando si gioca in altura: per esempio in Messico, Sudafrica o Svizzera. Per fare solo due esempi, il WGC- Mexico Championship al Club de Golf Chapultepec si gioca a 2.380 metri sul livello del mare e l’European Masters a Crans Montana è a 1.070 metri. È interessante (e utile, se si gioca in quota) capire quanto realmente l’altezza aumenti la distanza in volo della palla. All’aumentare dell’altitudine l’aria diventa meno densa e dunque la palla riesce ad attraversarla in modo più efficace, con meno resistenza. C’è anche meno portanza, per cui la palla non solo andrà più lontano, ma volerà anche più bassa.

4. Via col vento

Quando soffia, Eolo a volte prende a volte rende (ma meno)

Una delle sorprese più grandi della nostra ricerca è stata scoprire quanto il vento abbia davvero alterato la distanza di volo quando tutti gli altri fattori sono rimasti identici. Un vento contrario di 16 chilometri all’ora (10 miglia) – non impossibile da noi – ha ridotto la distanza di volo di 16,6 metri col driver, 15,8 metri col ferro 7 e 12,3 metri col sand wedge da 54°.

Vale la pena notare che il nostro professionista stava effettuando il suo colpo normale, piuttosto che cercare di tirare dei punch per tenere bassa la palla e ridurre lo spin, come normalmente farebbe per contrastare l’effetto del vento contrario.

Sarebbe poi bello pensare che quanto ci viene tolto da un vento contrario, ci venga restituito da un vento a favore; ma purtroppo non è così. Quando abbiamo ripetuto lo stesso test con il vento a favore, la corrente non ha mai aumentato la distanza di volo tanto quanto la stessa velocità contraria l’aveva ridotta. Con un vento a favore di 16 chilometri all’ora abbiamo guadagnato 11,9 metri col driver, 13,7 col ferro 7 e 9,1 metri col sand wedge da 54°.

di Kit Alexander © Golf World


Questi sono solo alcune dei risultati e delle considerazioni del test. Se siete curiosi di conoscere tutti i dati e le scoperte, troverete l’articolo completo sul secondo numero di Golf Italia (p. 44), scaricabile in versione digitale.