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Ciao Seve

Ciao Seve

È il 7 maggio 2011, esattamente dieci anni fa, quando sui fairway di tutto il mondo risuonano due meste parole: “Ciao Seve”. L’ambiente del golf e l’intero mondo dello sport in generale piangono la scomparsa di Severiano Ballesteros. Il campione spagnolo si spegne nella sua casa di Pedreña, nel nord della Spagna, affacciata sul Golfo di Biscaglia.

Presente fino all’ultimo nel “suo” mondo (celebre la sua telefonata ai giocatori durante la precedente Ryder al Celtic Manor, quanto segreto il suo contenuto), Seve ha rivoluzionato il golf, con intuizioni impossibili e colpi di genio da accademia: non un professionista, ma un poeta dei green. Molti gli devono molto.

Bellesteros sapeva inventare colpi assurdi, funambolici. Qui siamo al Royal Birkdale, nel 1998, durante il giro di pratica dell’Open Championship.

Primo europeo in Giacca Verde

In carriera ha ottenuto 87 vittorie. Le più importanti sono state l’Open Championship nel 1979, 1984 e 1988 e il Masters nel 1980 (primo europeo nella storia a conquistare la Giacca Verde e secondo non americano, dopo il sudafricano Gary Player) e nel 1983.

I suoi cinque Major sembravano uno sconvolgimento nel golf per il suo gioco rivoluzionario, fantasioso e per le umili origini del campione. «Seve mostrò agli europei che si potevano battere gli americani», ricorderà Nick Faldo.

Quarantotto i successi nell’European Tour, per 62 settimane in testa nel World Ranking e un record in Ryder Cup (sia come giocatore sia come capitano): ha giocato in otto sfide, ottenendo 20 punti in 37 match prima di guidare l’Europa al successo nel 1997 a Valderrama. La metamorfosi della Ryder Cup, che lui trasformò da un monologo americano a una bellissima battaglia tra i continenti, è forse la sua più grande eredità.

Ha giocato come un matador

Alla notizia della sua scomparsa, arrivarono parole di affetto da molte persone, anche al di fuori del golf. Ecco una rapida carrellata di allora.

«Aveva tutto. Era un gentiluomo, bello e ha giocato con stile, come un matador», Nick Faldo.

«Seve è stato lo specchio in cui ci siamo guardati tutti. Tutti sanno dove siamo oggi, perché e grazie a chi», Miguel Angel Jiménez.

«Seve è stato uno dei giocatori più dotati ed emozionanti di tutti i tempi. Nessuno può superare la sua creatività e ingegno», Tiger Woods.

«Se ne è andato uno dei più grandi atleti di questo Paese, amato e ammirato in tutto il mondo. Un pioniere», Josep Guardiola, al tempo tecnico del Barcellona.

«È stato fonte di ispirazione per tutti noi. Ho avuto la fortuna di giocare 18 buche con lui ed è un ricordo indimenticabile», Rafa Nadal, tennista.

«Era un uomo di incredibile abilità, carisma e coraggio», Jacques Rogge, allora presidente del Comitato Internazionale Olimpico.

«Ballesteros è il simbolo della nuova Spagna democratica, che si è aperta al mondo senza complessi, ed è stata in grado di tenere il passo con i migliori», José Luis Rodríguez Zapatero, allora Presidente del Governo.

(07 maggio 2021)