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Chervò San Vigilio: arriva l’Open d’Italia

«Siamo riusciti in un tempo brevissimo a trovare una sede molto bella, che ci è stata anche certificata dei nostri amici dello European Tour». Così Franco Chimenti, Presidente della Federazione Italiana Golf e Vicepresidente Vicario del Coni, saluta lo Chervò San Vigilio, dove arriva l’Open d’Italia.

«Ci saranno moltissimi campioni a livello mondiale, per cui, secondo me, sarà un evento clamoroso», riprende Cimenti, intervistato dal nostro direttore Massimo De Luca. In effetti, il field è quello delle grandi occasioni (si tratta pur sempre del massimo circuito continentale), a partire dall’inglese Lee Westwood e dal tedesco Martin Kaymer, due campioni di grande carisma ed ex Numeri Uno mondiali.

Insieme a loro, la rappresentanza estera vede la presenza di Bernd Wiesberger, che difende il titolo 2019 (primo austriaco a trionfare all’Open d’Italia) affiancato da altri quattro part winner: il danese Thorbjorn Olesen, campione nel 2018; lo svedese Karlberg, a segno nel 2015; il francese Julien Quesne, vincitore nel 2013; e lo spagnolo Gonzalo Fernández-Castaño, autore di una doppietta (2007-2012).

A contenere l’“invasione” straniera ci provano diciassette azzurri, guidati da Renato Paratore, in stagione di grazia (successo nel British Masters, secondo al Mauritius Open e settimo nel prestigioso BMW PGA Championship) e da Matteo Manassero, recente vincitore sull’Alps.

A seguire, salgono sul tee della 1 Guido Migliozzi, Nino Bertasio, Edoardo Molinari, Francesco Laporta, Lorenzo Gagli, Lorenzo Scalise, Aron Zemmer, Enrico Di Nitto, Giulio Castagnara, Filippo Bergamaschi, Stefano Mazzoli, Federico Maccario, Andrea Saracino, Andrea Romano e Tommaso Perrino, 36enne paralimpico, a testimonianza che il golf è uno sport veramente aperto a tutti.