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A Winged Foot, quell’“idiota” di Mickelson

Mickelson US Open

Mentre siamo in attesa di vivere l’ultima giornata dell’US Open 2020, in corso al Winged Foot GC, con un sorprendente Matthew Wolff salito in testa alla fine del terzo giro (205, -5), davanti a Bryson DeChambeau (-3) e a Louis Oosthuizen (-1), torniamo indietro fino all’ultima giornata all’edizione del 2006, disputata sullo stesso campo di Mamaroneck (Stato di New York, USA).

Protagonista della quarta giornata è Phil Mickelson, che prima di aggiudicarsi un Major ne ha dovuti giocare ben 46. Ma domenica 18 giugno 2006, sulla 18 del Winged Foot ha la possibilità di aggiudicarsi il suo quarto titolo maggiore (dopo il Masters 2004 e 2006 e il PGA Championship 2005).

Purtroppo, però, l’ultimo giro di “Lefty” è un continuo litigio con il drive: alla 17 colpisce addirittura un bidone della spazzatura e alla 18 getta definitivamente al vento l’ultima possibilità di vittoria.

Sul tee dell’ultima buca Mickelson era arrivato con un colpo di vantaggio e scelse tatticamente di giocare ancora una volta il driver. E ancora volta sbagliò, terminando sul tetto dell’area ospitalità e, quindi, nell’area degli spettatori.

Da lì, anziché giocare in sicurezza, decise di tentare la via del green attraverso uno spiraglio fra gli alberi. Risultato: ha colpito un ramo e con il doppio bogey che ne è sortito ha regalato il successo a Geoff Ogilvy per un colpo. Un unico commento alla fine del giro: «Sono un idiota», ammise Phil.

Al momento Mickelson non ha mai vinto lo US Open (sei volte secondo), e quest’anno è uscito al taglio (peraltro in buona compagnia, a partire da Tiger Woods), con 153 colpi (+13). Da quel lontano 2006, comunque, ha avuto modo di affermarsi ancora nei Major (di nuovo il Masters nel 2010 e The Open Championship nel 2013).